È notte fonda qui al paese, e ancora non si dorme; cupi pensieri
di sventura attraversano la mia mente campagnola come nubi temporalesche.
Tragiche immagini di passati disastri amorosi si accavallano in un'orribile
massa informe carica di tormenti, umiliazioni, disastri. Al punto che mi
chiedo: ne vale la pena? Vale ancora la pena di darsi da fare per essere
fisicamente e caratterialmente attraenti per un ipotetico uomo?
La mia risposta
non può che essere negativa.
Mi spiego.
L'Oltredonna è
qui, è arrivata, guarda al mondo con una fresca consapevolezza: quella di
essere padrona del suo divenire, del suo fare, del suo essere. E l'Oltreuomo?
Beh, evidentemente si è perso per strada.
Cosa volete che
m'importi di essere tacciata di acida femminista, embè? Anche se lo fossi, allo
stato attuale dei fatti avrebbe poca importanza.
L'esperienza che
mi porto dietro non è solo la mia, ma è un comune sentire di una generazione di
donne che si ritrovano a essere al centro di un bombardamento schizoide di un
sistema che, dalla notte dei tempi, ha preteso di stabilire ciò che queste
donne sono/dovrebbero/potrebbero essere, tutto ciò sempre in rapporto al
maschio.
Io mi sono
stancata.

